Quando si raggiunge il porto dopo un lungo navigare, succede qualcosa di magico. Il respiro rallenta, lo sguardo si perde all’orizzonte. Nel cuore sorge un commovente senso di gratitudine. Sentimento che accompagna ogni Maestro al termine dell’anno scolastico.

Nella mia personale esperienza, questo momento così intenso è stato accompagnato dalla cerimonia, insieme a tutta la comunità dei bambini, delle famiglie e dei maestri, della consegna delle pagelle immaginative nella cornice di contesti naturali del litorale romano.

Ogni maestro negli ultimi giorni di scuola si dedica alla loro realizzazione. Un atto meditativo e di profonda connessione tra maestro e bambino. Nel silenzio delle ore serali di inizio giugno, i maestri cercano le parole che meglio possano esprimere la forza e le criticità di ogni piccolo marinaio. Pazientemente lasciano fluire le immagini dedicate ad ognuno di loro, affinché possano raccontare poeticamente le loro storie, al cuore di tutti.

Spesso mi sono domandata quale fosse il significato profondo della pagella. Credo che questo strumento trovi il suo valore nell’essere il mezzo per raccontare il percorso fatto.

Per mesi il gruppo di bambini e maestri hanno intessuto reti, condiviso momenti di studio, riflessioni, fatica e impegno. Si sono scambiati promesse silenziose e si sono affidati reciprocamente gli uni agli altri. Sono cambiati, insieme, camminando fianco a fianco lungo la via della conoscenza. Questo viaggio merita di essere raccontato.

Una tale riflessione è strettamente legata al tema della valutazione. Si tratta di uno degli aspetti più critici da affrontare per un insegnante, combattuto tra l’ardente necessità di osservare il bambino che ha di fronte nella sua individualità in trasformazione, e l’urgenza di compilare documenti “oggettivi” da lasciare agli atti, fatti di voti e giudizi.

“Dare un valore” è una responsabilità enorme, specie quando rivolto ad un bambino. Cosa è chiamato a valutare il maestro? Il processo della prestazione? Il prodotto finale frutto del lavoro? Ma per un bambino di scuola primaria, ricevere un voto o un giudizio sulla correttezza di quanto ha svolto, che effetto ha?

Quel voto difficilmente viene vissuto esclusivamente come un riscontro dell’adeguatezza del risultato raggiunto rispetto alle richieste ricevute. Si trasforma in un giudizio su se stesso, sulla globalità della propria persona. La maestra, che tanto stima e venera, lo ha giudicato più o meno sufficiente rispetto ad una scala di valori di riferimento per lui astratti. Quel voto rappresenta ai suoi occhi quanto la sua individualità è adeguata nei confronti del mondo esterno.

E’ questo il rischio nascosto in un sistema di valutazione prettamente quantitativo: alimentare un sistema di etichettamento semplicistico ed omologante. Ogni insegnante consapevole del proprio ruolo di guida e modello esistenziale, vive quotidianamente questo cruccio morale e ne riscontra i pericoli nella relazione con i propri bambini.

La pagella immaginativa diventa, allora, uno strumento per restituire a loro e a tutta la comunità educante riunita, una narrazione evocativa, non sintetica, orientata a mettere in luce fragilità e talenti emersi nel corso dell’anno scolastico.

Dedicare tempo ad esse assume un valore catartico, coronamento del cammino intrapreso. In questo processo creativo ed artistico, sorgono riflessioni sull’andamento delle attività, delle relazioni e sull’evoluzione delle attitudini di ognuno.

E’ stando fermi, spesso riuniti o comunque in contatto tra maestri, nel buio delle ore notturne, che cresce un calore interiore alimentato dai ricordi che si sedimentano, diventando memoria. Ricordi che rinnovano lo stupore e la meraviglia del percorso di vita condiviso con i bambini.

Celebrare attraverso momenti forti la quotidianità e le sfide silenziose degli animi in evoluzione, in condivisione con tutta la comunità formata da genitori, alunni e maestri, è un gesto ricercato e atteso.

Un appuntamento per salutarsi, ringraziarsi e rinnovare il desiderio di camminare insieme, con gli occhi sempre alti verso il firmamento.

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Francesca Di Michele
Francesca Di Michele

Vicepresidente dell’APS Cheiron. Educatrice e pedagogista lavora dal 2002 nell’ambito di progetti socio educativi in Italia e Africa. È stata maestra e coordinatrice di progetti incentrati sull’outdoor education nel territorio del X Municipio del Comune di Roma. Attualmente dottoranda in Teoria e Ricerca Educativa presso l’Università RomaTre. Formatrice per educatori, insegnanti e genitori.

Quando si raggiunge il porto dopo un lungo navigare, succede qualcosa di magico. Il respiro rallenta, lo sguardo si perde all’orizzonte. Nel cuore sorge un commovente senso di gratitudine. Sentimento che accompagna ogni Maestro al termine dell’anno scolastico.

Nella mia personale esperienza, questo momento così intenso è stato accompagnato dalla cerimonia, insieme a tutta la comunità dei bambini, delle famiglie e dei maestri, della consegna delle pagelle immaginative nella cornice di contesti naturali del litorale romano.

Ogni maestro negli ultimi giorni di scuola si dedica alla loro realizzazione. Un atto meditativo e di profonda connessione tra maestro e bambino. Nel silenzio delle ore serali di inizio giugno, i maestri cercano le parole che meglio possano esprimere la forza e le criticità di ogni piccolo marinaio. Pazientemente lasciano fluire le immagini dedicate ad ognuno di loro, affinché possano raccontare poeticamente le loro storie, al cuore di tutti.

Spesso mi sono domandata quale fosse il significato profondo della pagella. Credo che questo strumento trovi il suo valore nell’essere il mezzo per raccontare il percorso fatto.

Per mesi il gruppo di bambini e maestri hanno intessuto reti, condiviso momenti di studio, riflessioni, fatica e impegno. Si sono scambiati promesse silenziose e si sono affidati reciprocamente gli uni agli altri. Sono cambiati, insieme, camminando fianco a fianco lungo la via della conoscenza. Questo viaggio merita di essere raccontato.

Una tale riflessione è strettamente legata al tema della valutazione. Si tratta di uno degli aspetti più critici da affrontare per un insegnante, combattuto tra l’ardente necessità di osservare il bambino che ha di fronte nella sua individualità in trasformazione, e l’urgenza di compilare documenti “oggettivi” da lasciare agli atti, fatti di voti e giudizi.

“Dare un valore” è una responsabilità enorme, specie quando rivolto ad un bambino. Cosa è chiamato a valutare il maestro? Il processo della prestazione? Il prodotto finale frutto del lavoro? Ma per un bambino di scuola primaria, ricevere un voto o un giudizio sulla correttezza di quanto ha svolto, che effetto ha?

Quel voto difficilmente viene vissuto esclusivamente come un riscontro dell’adeguatezza del risultato raggiunto rispetto alle richieste ricevute. Si trasforma in un giudizio su se stesso, sulla globalità della propria persona. La maestra, che tanto stima e venera, lo ha giudicato più o meno sufficiente rispetto ad una scala di valori di riferimento per lui astratti. Quel voto rappresenta ai suoi occhi quanto la sua individualità è adeguata nei confronti del mondo esterno.

E’ questo il rischio nascosto in un sistema di valutazione prettamente quantitativo: alimentare un sistema di etichettamento semplicistico ed omologante. Ogni insegnante consapevole del proprio ruolo di guida e modello esistenziale, vive quotidianamente questo cruccio morale e ne riscontra i pericoli nella relazione con i propri bambini.

La pagella immaginativa diventa, allora, uno strumento per restituire a loro e a tutta la comunità educante riunita, una narrazione evocativa, non sintetica, orientata a mettere in luce fragilità e talenti emersi nel corso dell’anno scolastico.

Dedicare tempo ad esse assume un valore catartico, coronamento del cammino intrapreso. In questo processo creativo ed artistico, sorgono riflessioni sull’andamento delle attività, delle relazioni e sull’evoluzione delle attitudini di ognuno.

E’ stando fermi, spesso riuniti o comunque in contatto tra maestri, nel buio delle ore notturne, che cresce un calore interiore alimentato dai ricordi che si sedimentano, diventando memoria. Ricordi che rinnovano lo stupore e la meraviglia del percorso di vita condiviso con i bambini.

Celebrare attraverso momenti forti la quotidianità e le sfide silenziose degli animi in evoluzione, in condivisione con tutta la comunità formata da genitori, alunni e maestri, è un gesto ricercato e atteso.

Un appuntamento per salutarsi, ringraziarsi e rinnovare il desiderio di camminare insieme, con gli occhi sempre alti verso il firmamento.

Francesca Di Michele
Francesca Di Michele

Vicepresidente dell’APS Cheiron. Educatrice e pedagogista lavora dal 2002 nell’ambito di progetti socio educativi in Italia e Africa. È stata maestra e coordinatrice di progetti incentrati sull’outdoor education nel territorio del X Municipio del Comune di Roma. Attualmente dottoranda in Teoria e Ricerca Educativa presso l’Università RomaTre. Formatrice per educatori, insegnanti e genitori.

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